il 24 marzo a Lecce ed il 25 marzo a Bari, In Più Broker ha partecipato con prorpi relatori ad un importante Convegno dal titolo: "Project Financing: l′alternativa".
Di seguito gli atti del Convegno:
Come realizzare le infrastrutture al di fuori della capacità di spesa pubblica in un momento di crisi? Il Project Financing è l’alternativa possibile? Quali le condizioni necessarie per la sua attuazione? Quali prospettive per gli investimenti dei privati?
Queste le domande che hanno caratterizzato il convegno "Project Financing. L’alternativa”, organizzato a Bari dall’UCSI, Unione Consorzi Stabili Italiani, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Bari e dell’Anci Comunicare Bari, 25 marzo 2011 - Partendo dall′ampio decentramento amministrativo che ha caratterizzato il nostro Paese in questi ultimi anni, s’impone la riconsiderazione delle politiche d’intervento orientate al sostegno dello sviluppo economico-sociale delle comunità locali.
L’esigenza di modernizzare le infrastrutture e i vincoli di bilancio sempre più stringenti, determinano la necessità di ottimizzare la spesa pubblica e, allo stesso tempo, di stimolare gli investimenti da parte dei privati. In questo panorama il convegno "Project Financing. L’alternativa” organizzato presso la sala consiliare del Comune di Bari dall’UCSI, Unione Consorzi Stabili Italiani, con il patrocinio di Comune e Provincia di Bari e di Lecce, ANCI Comunicare, Unione Province d’Italia, Ordini degli Ingegneri e degli Architetti di Lecce e di Bari, ANCE Puglia, Politecnico di Bari, Università del Salento, Confindustria Puglia, Osservatorio Banche-Imprese, ha posto l’attenzione sul modo in cui questo strumento di finanza innovativa contribuisce allo sviluppo d’interessi pubblico-sociali attraverso il partenariato tra pubblico e privato. Allo stesso tempo si è tentato di trarre previsioni su come la "finanza di progetto” si evolverà e si strutturerà in futuro.
La tavola rotonda ha inizio con Pierluigi MORANO, docente di estimo e valutazione economica dei progetti del Politecnico di Bari, il quale ha sottolineato quanto lo strumento del project financing sia necessario allo sviluppo delle infrastrutture sul territorio italiano. In Italia emerge che l’intervento tramite il project financing è pari solo al 7% contro l’Inghilterra che invece vanta una percentuale pari al 70%.
Segue Fernando DE ROSSI, esperto di project financing di ANCI Comunicare, il quale ha posto l’attenzione sulla caratteristica del project financing di saldare in modo inscindibile la fase di realizzazione con quella di gestione. Pertanto un’operazione di project financing comporta l’estensione dei calcoli economici di prefattibilità sino a trenta anni di operatività dell’opera.
Barbara DEL DUCA, avvocato amministrativista, ha esposto il complesso quadro delle tipologie procedurali, a seguito delle modifiche introdotte dal terzo correttivo (D.Lgs n. 152/08) e alla luce dei più recenti interventi giurisprudenziali. Giacomo SCARFÓ, amministratore delegato PRO GEN srl, ha illustrato i soggetti coinvolti in tutte le fasi di attuazione e realizzazione di un project financing. Giuseppe CALOGERO, Presidente CbyM, ha esposto le fasi che si susseguono dalla nascita di un progetto, da quella "preformale” e analitica alla preparazione del PEF. A tal proposito interviene Andrea TROIA, responsabile commesse A&P Srl, che ha sottolineato l’importanza fondamentale dello studio di fattibilità per le aziende che vogliono operare nel project financing. Questo studio deve essere elaborato con la massima cura e completezza, analizzando gli aspetti sociali, economici e politici, in modo da consentire ai privati di investire in progetti realizzabili in tempi rapidi e a costi certi.
Lo studio di fattibilità, inoltre, deve identificare, specificare e comparare le alternative adottabili che in seguito renderanno quel progetto fattibile e sicuro dal punto di vista della bancabilità espressa dal concorrente attraverso il piano economico e finanziario. La sostenibilità, infatti, sostiene Fernando DE ROSSI è l’aspetto fondamentale che crea le dovute sinergie tra pubblico e privato.
Sergio VAGHETTI, responsabile rischi speciali In Più Broker, e Luigi CICERO, responsabile enti pubblici In Più Broker, hanno affrontato i temi relativi all’analisi e alla gestione dei rischi di tutti i soggetti coinvolti in un project financing. Gli obiettivi principali di tale attività analitica e di gestione sono l’individuazione e la massimizzazione delle variabili assicurabili, la minimizzazione dei rischi di impresa e la ripartizione dei rischi residuali. La tendenza dovrebbe portare a "unificare” le coperture assicurative degli attori coinvolti pubblici e privati così da evitare costi ulteriori sia per gli enti locali che per i privati coinvolti.
Le basi per le collaborazioni tra pubblico e privato si determinano anche sulla base della fiducia e della competenza che, come sottolinea Dario LA VEGLIA, amministratore unico SOA Quadrifoglio, possono essere dimostrati. LA VEGLIA, infatti, espone i compiti della SOA che s’impegna a verificare la veridicità e la sostanza delle dichiarazioni, delle certificazioni e delle documentazioni presentate dai soggetti cui rilasciare l’attestazione.
Il dibattito è proseguito con l’intervento di Giacomo SCARFÓ sul tema della criticità e dell’opportunità del project financing. A tal proposito Fernando DE ROSSI sottolinea che nonostante il perdurare della crisi economica che ha avuto ripercussioni notevoli sul settore del lavoro il numero di project financing è aumentato nel corso del 2010 anche se la tendenza porta ad un abbassamento degli importi. DE ROSSI distingue le "opere calde” dalle "opere fredde” e mette in luce come le prime siano attraenti per il privato che investe in un progetto che offre garanzie di un cash flow adeguato, mentre le seconde al contrario siano poco attrattive per le aziende, contemporaneamente però illustra la possibilità di "riscaldare le opere fredde”.
Pierluigi MORANO presenta i punti di forza del project financing ponendo l’accento che allo stato attuale esso è uno strumento capace di dare certezza su costi e tempi di realizzazione, che saranno rispettati poiché, con la finanza di progetto, l’azienda è la prima ad avere interesse che le tempistiche e le spese per terminare l’opera siano rispettate. Altro aspetto rilevante è la ripartizione dei rischi tra tutti i soggetti coinvolti ognuno dei quali con competenze e professionalità specifiche adatte ad affrontarli. Il convegno "Project Financing. L’alternativa” si conclude con le riflessioni di Claudio PACCANARO, Presidente UCSI, che ha promosso l’iniziativa e di Emilio BOSCO, responsabile comunicazione UCSI, che ha sostenuto con forza la necessità di affrontare il tema del project financing su tutto il territorio nazionale attraverso i convegni "Project Financing. L’alternativa”, curando la selezione del panel dei relatori e soprintendendo, in particolar modo, l’aspetto organizzativo.
Chiude i lavori Fabiola POLVERINI, responsabile relazioni esterne UCSI e moderatrice del convegno, con delle considerazioni circa le possibilità di crescita per le Pubbliche Amministrazioni e per le aziende private, soprattutto piccole e medie imprese, grazie
alle attività del project financing.